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Ricognizione

CANALE VIDEO Ricognizione

Questo articolo è parte integrante di una serie, dedicata alla Ristrutturazione. Potete consultare lo schema degli articoli, divisi per argomenti QUÌ.

Ricognizione luoghi

Ricognizione: cosa c’è sotto intonaco e pavimento, inizialmente invisibile agli occhi

PRIMA di preparare il progetto per un intervento di ristrutturazione, è di fondamentale importanza eseguire un’accurata ricognizione iniziale dei luoghi, per verificare i punti critici dell’edificio esistente. Questo vale per qualsiasi intervento, e vale tanto di più, quanto più è vecchio il fabbricato.

Se l’intervento di ristrutturazione previsto si limita alla rimozione delle piastrelle del bagno, per rifare un nuovo rivestimento con colori e materiali attuali, nessun problema.

Ma se l’intenzione è invece, ad esempio, quella di togliere un muro strutturale sostituendolo con una trave in acciaio, le cose assumono una diversa dimensione e importanza.

Se poi l’intervento non riguarda una casa singola, ma un appartamento in un condominio, l’attenzione e la cura devono essere totali.

In mezzo, ci sono molte tipologie di possibili interventi manutentivi.

Vi fareste operare a cuore aperto da un infermiere, solo perchè ha assistito a innumerevoli interventi cardio chirurgici? Noi no.

Mettere a rischio la stabilità strutturale di un edificio, significa mettere a rischio la vita di chi ci abita o ci lavora.

É possibile risparmiare sul tipo di piastrelle, sul tipo di tinteggiatura, una vasca e una doccia normali invece di un idro-massaggio e una sauna. Non è possibile risparmiare sulla struttura, sugli scarichi fognari, l’impiantistica di base. Aspetti come i serramenti, sono invece soggetti alla sensibilità personale; in quanto non mettono a rischio la vita di qualcuno, e non sono normalmente origine di vizi, ma, come è ormai noto a tutti, influiscono significativamente sui consumi energetici.

Senza insistere sull’aspetto strutturale, la cui importanza si spera non debba essere motivata, vogliamo attirare l’attenzione sui vizi costruttivi, che riempiono i Tribunali e arricchiscono gli avvocati.

I vizi più gravi, sono quelli che presentano lesioni nei muri e nei solai, visibili nella forma di crepe e cavillature sulle superfici intonacate e tinteggiate, o nei rivestimenti in piastrelle.

Tali vizi, sono riconducibili a due possibili, diverse, motivazioni:

  • Scarsa competenza di chi ha eseguito i lavori
  • Eccessivo risparmio nell’esecuzione, in materiali, manodopera, accorgimenti

A volte il risparmio è attuato dall’impresa, a insaputa del committente, per ricavare un maggior guadagno (o per compensare un eccessivo sconto fatto inizialmente per aggiudicarsi il lavoro); in altri casi, è lo stesso committente a chiedere la maggior economia possibile. Poi, quando si manifestano i vizi, si inizia a scaricare la responsabilità dall’uno all’altro. Quì, potremmo scrivere all’infinito, senza dare alcuna soluzione possibile, perchè si tratta di rapporti umani dove entrano in gioco correttezza, onestà, buon senso, da parte di tutti, imprese e committenti. I disonesti, ci sono da entrambe le parti. Sta ad ognuno, selezionare i soggetti con i quali relazionarsi.

Se vogliamo fare le cose per bene, e a regola d’arte, oltre a scegliere l’impresa esecutrice più affidabile (dalla parola ‘fiducia‘), è necessario procedere nel modo giusto, anche sotto il profilo progettuale.

Un buon progetto, previene molti posibili vizi costruttivi. E, per avere un buon progetto, è necessario conoscere bene, nel dettaglio, l’edificio nel quale si vuole intervenire.

Se vogliamo andare da Padova a Madrid, controlleremo la strada prima di partire, altrimenti, rischiamo di trovarci a Praga. Riprendere la strada giusta, e  arrivare a Madrid, richiederebbe allora il triplo del tempo, e del denaro.

Per eseguire una ristrutturazione a regola d’arte, dovremo quindi effettuare una serie di rilievi, controlli, ricognizioni, nell’immediata fase iniziale, prima ancora di mettere giù una planimetria per la bozza del progetto.

Il motivo è facilmente intuibile: sarebbe inutile, studiare la planimetria dei nostri sogni, prevedendo l’eliminazione di alcuni muri, se poi, dopo le verifiche, l’ingegnere strutturista ci dice che quei muri non si possono togliere, o non si possono effettuare quelle modifiche per le quali ci eravamo già lusingati.

Tale ricognizione preventiva dev’essere fatta dal vostro progettista di fiducia (anche in questo caso, la fiducia è importante), che coordinerà l’eventuale indagine da parte di esperti nelle varie discipline: geologo per l’indagine sul terreno, ingegnere per la verifica struturale, consulente sicurezza per capire eventuali problematiche nell’installazione del cantiere, ecc..

Naturalmente, non in tutti i casi, la ricognizione richiederà l’intervento di molti consulenti. Dipende, ovviamente dall’entità e tipologia di intervento.

Se state pensando: “eh sì, ma questi sono costi!…”. Certo, lo sono, ma:

  • Sono parte delle spese tecniche, che in ogni caso devono essere affrontate
  • 1.000 euro spesi prima, possono evitare 50.000 € di danni dopo
  • Ci sono spese che in un intervento di ristrutturazione non possono essere ‘risparmiate’, perchè significherebbe togliere qualcosa che previene danni e problemi. Perchè doversi sempre pentire dopo, invece di fare le cose per bene subito?

La Ricognizione Preventiva

  • Ricognizione Strutture
  • Ricognizione Tetto
  • Ricognizione Impianto Fognario
  • Ricognizione Sistemazioni Esterne

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