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Rischio sismico idrogeologico Considerazioni generali Rischio sismico idrogeologico Considerazioni generali

Rischio Sismico Idrogeologico Considerazioni Generali

Il patrimonio edilizio italiano: le norme vigenti e la situazione reale
GENERALITÀ

Nel precedente intervento si è sommariamente elencata la genesi della normativa tecnica evoluta sul territorio italiano. Abbiamo sottolineato i momenti significativi costituiti dal successivo estendersi della zonizzazione sismica territoriale e la conseguente diffusione dell’obbligo di considerare forze orizzontali nel calcolo delle opere.

Subito possiamo concludere come la sola osservazione della successione di norme create ed emanate per regolare la progettazione e la realizzazione della maggior parte del patrimonio edilizio italiano, pone il nostro paese ai primi posti in senso assoluto per quanto riguarda la conoscenza della scienza delle costruzioni.

La lettura del lunghissimo elenco -si coprono quasi 400 anni di storia- porta, giustamente, a considerare la nostra “tradizione del costruire” quanto di più attuale ed evoluto si possa avere.

In particolare, il terminesismica” è applicato sul nostro territorio, sebbene inizialmente in una sua parte limitata, poi, via via, sempre più estesamente, da quasi 400 anni.

Scorrendo il lungo elenco delle norme e dei regolamenti emanati nel tempo, sono evidenti tra l’altro, due aspetti che possono essere ritenuti promotori della situazione attuale (argomento di un prossimo articolo):

  • Vi è stato, più volte, il trasferimento tra “enti” diversi, delle competenze in materia decisionale su zonizzazione e applicazione delle norme. Dallo Stato alle Regioni. Dalle Regioni all’Agenzia Protezione Civile; sino al Dipartimento di Protezione Civile;

  • La fenomenologia tutta italiana di proroghe, rinvii, cancellazioni e sostituzioni delle regolamentazioni tecniche;

 

Oggi, tutto il territorio nazionale è graduato e classificato in relazione alla sua pericolosità sismica.

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Mappa zone sismiche | Protezione Civile Nazionale

In particolare, dal luglio 2009, su tutto il territorio nazionale vige l’obbligo della progettazione strutturale delle opere in considerazione del grado di pericolosità sismica del sito dell’intervento; concetto fondamentale per tutto ciò che riguarda sia gli edifici di nuova costruzione sia, con le dovute specifiche e modalità, gli edifici esistenti.

NUMERI

Ci si può chiedere ora quale sia la situazione generale delle costruzioni del “bel paese”. Come si possa fotografare lo stato di fatto del territorio, e quali siano le evidenze se pur in scala nazionale.

In questo può dare utile supporto il recente rapporto Ance-Cresme sullo stato del territorio 2012.

Leggendo il rapporto si trova evidenza del fatto che oltre 10 milioni di abitazioni e 5,4 milioni di edifici (86% residenziali) siano esposti ad “elevato rischio sismico”.

Non deve stupire inoltre, specialmente un tecnico del settore, che il rapporto evidenzi la sostanziale vetustà del patrimonio edilizio; in particolare, in estrema sintesi:

  • Il 60% degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1971;

  • 24.000 edifici scolastici, 1800 ospedali, 95.000 capannoni sono situati in zona ad elevato rischio sismico;

Più precisamente, proprio gli edifici scolastici e gli ospedali costituiscono un punto sostanziale: costituiscono tipologie edilizie di importanza “strategica” sia per aspetti funzionali sia per aspetti sociali. Proprio queste tipologie sono interessate dalla marcata caratterizzazione di cui si è accennato nelle righe precedenti: un edificio scolastico su dieci è stato realizzato prima del 1919, oltre il 60% prima del 1971.

24.000 scuole sono situate in aree ad elevato rischio sismico e circa il 10% in aree a forte rischio idrogeologico.

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Per gli ospedali, risultano 1.822 edifici in zona ad alto rischio sismico, e 547 in aree a forte rischio idrogeologico.

Ancora, volendo entrare nell’aspetto dei costi, i danni provocati da terremoti, frane e alluvioni dal 1944 al 2012 hanno raggiunto i 242,5 miliardi di euro (3,5 miliardi l’anno circa); il 75% di tali costi sono dovuti ad eventi sismici, il restante 25% per dissesto idrogeologico.

Solo dal 2010 ad oggi si stimano costi per più di 20 miliardi.

Mettere “in sicurezza” il territorio sono stimati necessari 1,2 miliardi l’anno per 20 anni; a fronte di ciò, dal 1991 al 2011 risultano finanziati interventi per circa 10 miliardi di euro.

CONCLUSIONI

Scegliendo di tralasciare qualsivoglia considerazione su quanto sopra riportato, è oltremodo semplice trarre conclusioni programmatiche auspicabili ovvero non più procrastinabili e universalmente condivise nel settore: urgenza di interventi di manutenzione del patrimonio edilizio esistente e di prevenzione del dissesto idrogeologico.

Un masterplan nazionale in cui le uniche regole siano: il consumo del suolo ridotto a zero, la sicurezza sismica, la passivazione degli edifici, miglioramento del ciclo dei rifiuti, mobilità alternativa, il risparmio idrico, il rispetto dei vincoli monumentali.

Con priorità assoluta per la sicurezza.

Rischio sismico idrogeologico Considerazioni generali

Dissesto idrogeologico Calabria, Cerzeto (CS) | Protezione Civile Nazionale

Teniamo ben presente che il sisma non si prevede con precisione temporale ma solo con carattere probabilistico; a fronte di ciò, conoscendone la probabile intensità, con certezza si può costruire il nuovo e intervenire sull’esistente per non subire danni (specialmente in termini di vite umane) in caso di accadimento.

Google Ing. Enrico Salvato

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Aggiornamento – 7 febbraio 2014 | Nel corso di una conferenza unificata si è siglato un accordo per riattivare la raccolta dei dati sull’edilizia scolastica, da svolgere con modalità e procedure più snelle.

Si è inoltre riformulato l’Osservatorio sull’edilizia, rispristinato per efficientare gli interventi previsti dalle norme vigenti, nella programmazione e nell’esecuzione.

Il nuovo sistema delle anagrafi, chiamato SNAES, sarà costituito da un nodo nazionale, individuato presso il MIUR, e da nodi regionali che dovranno interagire.

L’aggiornamento dovrà essere periodico e costante.

L’osservatorio per l’edilizia scolastica verificherà la funzionalità del sistema e la conformità alle regole tecniche.

 

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