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Risparmio energetico Grid Off

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Con la direttiva n. 2010/31/UE, l’Unione Europea ha previsto che entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici privati di nuova costruzione dovranno garantire prestazioni di risparmio energetico e rendimento dell’involucro tali da non aver bisogno di apporti per il riscaldamento e il raffrescamento, oppure dovranno soddisfarli in misura significativa attraverso l’apporto di fonti rinnovabili prodotte in loco o nelle vicinanze.

Secondo una direttiva europea, dal 2021 gli edifici costruiti nei paesi membri, dovranno essere “quasi a zero consumo”. Da un lato, inizialmente non c’era quel ‘quasi’, inserito -dicono le male lingue- per pressioni tutte italiane; dall’altro, riteniamo che l’espressione sia inesatta, perchè un consumo di energia ci sarà sempre; quel che dovrà cambiare, sarà la fonte dalla quale attingere, che si sposterà dal fossile (petrolio) al solare, e alle energie rinnovabili in genere. E’ quindi più corretto dire che, dal 2021, i nuovi edifici dovranno essere quasiauto sufficientienergeticamente. L’opinione maggiormente diffusa tra gli addetti ai lavori, è che si farà sempre un maggior uso del fotovoltaico, confidando anche sul fatto che la tecnologia evolva verso pannelli più piccoli e con rendimenti sempre maggiori. Domanda: e per i grandi condomìni, dove il tetto non potrà accogliere pannelli solari sufficienti a molte unità? Risposta: ad oggi (in futuro si vedrà): si potranno considerare valide, soluzioni come l’attingere energia da un campo fotovoltaico installato nel comprensorio urbano ove si trova l’immobile in oggetto.

A volte viene usata l’espressione ‘Grid Off‘, per intendere lo scollegamento di un edificio, dalle reti pubbliche di approvvigionamento energetico. In sostanza, un edificio senza allacciamenti.

Esistono soluzioni tecniche e tecnologiche, già oggi, che consentono ad esempio di non allacciarsi alla rete gas. Ma ad oggi sono ancora troppo costose, e suscitano alcune perplessità tra i ‘normali cittadini’ non addetti ai lavori. Psicologicamente, non è facile affrontare il rischio di costruire o ristrutturare una casa… senza realizzare l’impianto di riscaldamento e installare una caldaia.

Accade così, che ‘per sicurezza‘, vengano istallati questi dispositivi, più per ‘sicurezza’ che per effettiva necessità.

[stralcio…]

Un’utilizzazione efficace, accorta, razionale e sostenibile dell’energia riguarda, tra l’altro, i prodotti petroliferi, il gas naturale e i combustibili solidi, che, pur costituendo fonti essenziali di energia, sono anche le principali sor­genti delle emissioni di biossido di carbonio. Gli edifici sono responsabili del 40 % del consumo glo­bale di energia nell’Unione.Risparmio energetico Grid Off

Il settore è in espansione, e ciò è destinato ad aumentarne il consumo energetico. Pertanto, la riduzione del consumo, perseguendo il noto risparmio energetico e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell’edilizia costituiscono misure importanti necessarie per ridurre la dipendenza energetica dell’Unione e le emissioni di gas a effetto serra.

Unitamente ad un maggior utilizzo di energia da fonti rinnovabili, le misure adottate per ridurre il consumo di energia nell’Unione consentireb­bero a quest’ultima di conformarsi al protocollo di Kyoto allegato alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e di rispettare sia l’im­pegno a lungo termine di mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 2 °C, sia l’impegno di ridurre entro il 2020 le emissioni globali di gas a effetto serra di almeno il 20 % al di sotto dei livelli del 1990 e del 30% qualora venga raggiunto un accordo internazio­nale. La riduzione del consumo energetico e il maggior utilizzo di energia da fonti rinnovabili rappresentano inoltre strumenti importanti per promuovere la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e gli sviluppi tecno­logici e per creare posti di lavoro e sviluppo regionale, in particolare nelle zone rurali.
La gestione del fabbisogno energetico è un importante strumento che consente all’Unione di influenzare il mer­cato mondiale dell’energia e quindi la sicurezza dell’ap­provvigionamento energetico nel medio e lungo termine.

Articolo 1
Oggetto
1. La presente direttiva promuove il miglioramento della pre­stazione energetica degli edifici all’interno dell’Unione, tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne, nonché delle prescrizioni relative al clima degli ambienti interni e all’efficacia sotto il profilo dei costi.
2. Le disposizioni della presente direttiva riguardano:
a) il quadro comune generale di una metodologia per il calcolo della prestazione energetica integrata degli edifici e delle unità immobiliari;

b) l’applicazione di requisiti minimi alla prestazione energetica di edifici e unità immobiliari di nuova costruzione;
c) l’applicazione di requisiti minimi alla prestazione energetica di:
i) edifici esistenti, unità immobiliari ed elementi edilizi sot­toposti a ristrutturazioni importanti;
ii) elementi edilizi che fanno parte dell’involucro dell’edificio e hanno un impatto significativo sulla prestazione ener­getica dell’involucro dell’edificio quando sono rinnovati o sostituiti; nonché
iii) sistemi tecnici per l’edilizia quando sono installati, sosti­tuiti o sono oggetto di un intervento di miglioramento;

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Articolo 9
Edifici a energia quasi zero
1. Gli Stati membri provvedono affinché:
a) entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costru­zione siano edifici a energia quasi zero [Risparmio energetico Grid Off]; e
b) a partire dal 31 dicembre 2018 gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi siano edifici a energia quasi zero.
Gli Stati membri elaborano piani nazionali destinati ad aumen­tare il numero di edifici a energia quasi zero [Risparmio energetico Grid Off]. Tali piani nazionali possono includere obiettivi differenziati per tipologia edilizia.
2. Gli Stati membri procedono inoltre, sulla scorta dell’esem­pio del settore pubblico, alla definizione di politiche e all’ado­zione di misure, quali la fissazione di obiettivi, finalizzate a incentivare la trasformazione degli edifici ristrutturati in edifici
a energia quasi zero e ne informano la Commissione nei piani nazionali di cui al paragrafo 1.
3. I piani nazionali comprendono, tra l’altro, i seguenti ele­menti:
a) l’applicazione dettagliata nella pratica, da parte degli Stati membri, della definizione di edifici a energia quasi zero, tenuto conto delle rispettive condizioni nazionali, regionali o locali e con un indicatore numerico del consumo di ener­gia primaria espresso in kWh/m2 anno. I fattori di energia primaria usati per la determinazione del consumo di energia primaria possono basarsi sui valori medi nazionali o regio­nali annuali e tener conto delle pertinenti norme europee;
b) obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione ener­getica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015, in preparazione dell’attuazione del paragrafo 1;
c) informazioni sulle politiche e sulle misure finanziarie o di altro tipo adottate in virtù dei paragrafi 1 e 2 per promuo­vere gli edifici a energia quasi zero [Risparmio energetico Grid Off], compresi dettagli relativi ai requisiti e alle misure nazionali concernenti l’uso di ener­gia da fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti sottoposti ad una ristrutturazione im­portante stabiliti nell’ambito dell’articolo 13, paragrafo 4, della direttiva 2009/28/CE e degli articoli 6 e 7 della pre­sente direttiva.

 Sito legislativo Unione Europea-lettura della norma
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