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Efficienza Energetica degli Edifici

 

Il 2015 è l’anno in cui si conclude il decennio di transizione -avviato con il D.Lgs. 192/2005- durante il quale è cambiato il modo di concepire e costruire gli edifici, sotto il profilo del risparmio energetico. In questi 10 anni si sono avvicendate una serie di norme, di decreti, volti a rendere graduale l’adeguamento agli standard finali, decisi a livello europeo.  Con questo ultimo decreto, si passa da un sistema di calcolo basato su valutazioni parziali, a un approccio integrale, che concede maggiore libertà al progettista. Rimane irrisolto il problema dei controlli: gli edifici, nuovi o riqualificati, saranno davvero ad alta prestazione, o si vedranno i soliti ‘castelli di carta’?

Fonte: Consulente Immobiliare – Sole24ore

Tratto dall’articolo di: Arch. Ing. Luca Rollino


 

COME ogni professionista e cittadino, italiano, sa molto bene, la situazione legislativa del nostro Paese è particolare. Ancora oggi, dopo tutti i decreti succedutisi dal 192/2005 in poi, la Legge di riferimento per l’efficienza energetica rimane la vecchia 10/1991Norme per l’attuazione del Piano Energetico Nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia‘. Molti dei suoi articoli sono stati abrogati perché ormai superati; tuttavia la norma rimane valida per svariate disposizioni.

 

Il quadro normativo

La 10/1991 era una buona Legge, che introdusse per la prima volta una serie di azioni volte alla riduzione dei consumi energetici, nonché la Certificazione Energetica. Quanti di noi lo sapevano? Infatti, è rimasta sostanzialmente inapplicata; non tanto (o non solo) per la resilienza tipica degli italiani a recepire norme, quanto invece al consueto, colpevole, ritardo del legislatore nazionale, nell’emanare i previsti decreti attuativi. Situazione analoga a quella verificatasi in materia di acustica edilizia.

Oggi abbiamo nel quadro normativo, sia la Legge 10/1991 che il Decreto Legislativo 192 del 19 agosto 2005Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia‘, quest’ultima direttiva è nota anche -tra gli addetti ai lavori- con l’acronimo EPBD (Energy Performance of Buildings Directive).

Il D.Lgs. 192 del 2005 è stato poi modificato in modo significativo dalla Legge 90 del 3 agosto 2013 ‘[…] disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE […]’ che appunto, doveva recepire l’intervenuta nuova direttiva europea 2010/31/CE sull’efficienza energetica degli edifici, che riproponeva con maggiore incisività i contenuti della precedente 2002/91/CE. Il lettore attento avrà già notato che il legislatore italiano non si è smentito nemmeno questa volta: dal 2010, ha recepito solo nel 2013.

Il D.Lgs. 192 del 2005 rimane il testo operativo di riferimento per professionisti e operatori, quando si deve progettare, installare, manutenere, gestire, e controllare gli impianti e il sistema edificio-impianti. Questa norma, è stata resa applicabile con una serie di decreti di attuazione. Il Decreto sui Requisiti Minimi, è l’ultimo di questa serie (a oggi). Esso, sostituisce e annulla il D.P.R. 59 del 2 aprile 2009. Rimangono validi i D.P.R. 74 e D.P.R. 75, entrambi del 16 aprile 2013.

 

Aree Operative

La materia è suddivisa in 4 aree operative, aventi diversi riferimenti legislativi. In questo articolo stiamo dando un’occhiata solo alla parte relativa all’efficienza energetica.

  1. Efficienza Energetica – Tutte queste norme trattano esclusivamente l’efficienza energetica, vista come contenimento del consumo di energia. Non trattano di altri aspetti correlabili, come gli aspetti ambientali, ad esempio le emissioni.
  2. Tutela Ambiente – Gli aspetti strettamente legati all’ambiente, fanno riferimento al Decreto Legislativo 152 del 3 aprile 2006Norme in materia ambientale‘, noto anche come Testo Unico sull’ambiente, che in particolare, tratta della famosa VIA, Valutazione Impatto Ambientale.
  3. Fonti Rinnovabili – Gli aspetti legati invece all’uso negli edifici delle fonti rinnovabili d’energia, il riferimento normativo si trova nel Decreto Legislativo 28 del 3 marzo 2011 ‘promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili‘.
  4.  Efficienza Uso Energia – Gli aspetti legati infine all’efficienza negli usi finali dell’energia, e che interessa tutti i settori d’utilizzo (civile, industria, trasporti), fanno riferimento al Decreto Legislativo 102 del 4 luglio 2014, in attuazione della direttiva 2012/27/UE, e che abroga solo parzialmente il D.Lgs. 115/2008, con l’eliminazione di molti articoli, e la modifica di altri.

ATTENZIONE: Usare fonti d’energia rinnovabile non significa ottenere risparmio energetico ne efficienza energetica. Significa prendere la stessa quantità di energia, da un’altra parte; dal sole, dal vento, dall’acqua, dal sottosuolo, ecc., invece che da gas e petrolio. Efficienza energetica e risparmio energetico, si hanno quando l’edificio consuma poca o pochissima energia. Se poi questa poca energia viene da fonti rinnovabili, tanto meglio.  

 

Stato e Regioni

Il Titolo V della Costituzione, all’articolo 117, definisce gli àmbiti di legislazione nazionale e regionale. Le Regioni possono legiferare rispettando gli indirizzi nazionali. Tra gli àmbiti di competenza regionale c’è anche l’efficienza energetica. Le modifiche in discussione da tempo, al Titolo V, riporterebbero la materia alla sola competenza nazionale (quanto meno auspicabile). Ad oggi però, la Regioni hanno competenza. Questo significa che, oltre ai decreti già elencati, professionisti e operatori devono far riferimento anche alle disposizioni regionali.

L’articolo 17 ‘Clausola di cedevolezza‘ del Decreto Legislativo 192/2005, così dispone (stralcio):

 … a quanto disposto dall’articolo 117, quinto comma, della Costituzione, […] per le norme afferenti a materie di competenza esclusiva delle regioni e province autonome, le norme del presente decreto […] si applicano per le regioni e province autonome che non abbiano ancora provveduto al recepimento della direttiva 2002/91/CE fino alla data di entrata in vigore della normativa di attuazione adottata da ciascuna regione e provincia autonoma. Nel dettare la normativa di attuazione le regioni e le province autonome sono tenute al rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dei principi fondamentali desumibili dal presente decreto e dalla stessa direttiva 2002/91/CE.

Sono fatte salve le norme già emanate dalle Regioni, prima dell’emanazione del 192/2005.

Quindi, nell’operare in materia di efficienza energetica, si deve tenere presente che a livello regionale, si possono trovare Leggi ‘locali’ che recependo autonomamente la direttiva 2010/31/UE, sostituiscono il 192/2005 e tutti i suoi decreti di attuazione. 

È evidente a chiunque che la materia non è semplice. Di fatto non ne conosciamo nemmeno una che sia semplice, nell’àmbito delle costruzioni e dell’edilizia.

Il problema per progettisti e costruttori, quando lavorano con i privati, è dover spiegare tutte queste norme e gli obblighi che ne derivano. I politici parlano sempre di semplificazione, e poi… la realtà è sotto gli occhi di tutti. Ma questo, è un altro discorso.

Regione VENETO – energia

 

Decreto Requisiti Minimi

Il nuovo, recente, decreto sui Requisi Minimi per l’efficienza energetica degli edifici, sostituisce il D.P.R. 59/2009 (omettiamo il link, perché inutile). Sostituisce quindi il modo di progettare gli impianti e l’efficienza energetica, lasciando maggior libertà di scelta e valutazione al professionista, che può oggi approcciarsi al progetto in modo integrato. 

Teoricamente si dovrebbe avere un nuovo approccio progettuale per l’intero edificio.

Metodo attualefino a oggi:

Il primo progettista realizza l’architettonico (pianta e alzato del corpo edilizio). Poi si passa l’architettonico all’ingegnere strutturista, al grido di “fammelo stare in piedi”. A seguire, si passa il faldone al progettista di impianti, che dovrà posizionare i vari elementi nell’edificio già progettato. Infine, si passa il tutto al coordinatore per la sicurezza.

Metodo in attuazione – da domani:

Tutti i progettisti dovranno interagire, in modo integrato, sin dall’inizio del concept. Lo sviluppo progettuale dovrà avvenire con il supporto parallelo e contemporaneo di tutti i vari aspetti specialistici. Con le nuove norme, se non si parte subito con il giusto approccio, difficilmente si riuscirà a garantire il raggiungimento dei valori minimi di efficienza energetica previsti dal nuovo decreto, se non attraverso pesanti stravolgimenti dell’idea progettuale.

Il nuovo approccio progettuale, necessiterà di altre due conseguenti innovazioni: il metodo BIM, e un’auspicabile evoluzione degli studi tecnici professionali.

BIM

Building Information Modeling. Non esiste ancora uno standard univoco. Quindi, ci prendiamo la libertà di definirlo con parole nostre: progetto in 3D di un edificio, nel quale sono visibili e gestibili tutti gli elementi del corpo edilizio. Il modello, non è utile solo nella fase progettuale, ma anche nella fase gestionale successiva dello stesso. Un modello 3D, utilizzato in rete, consente di vedere in tempo reale, da più professionisti anche fisicamente lontani tra loro, come possono interagire o interferire i vari e rispettivi elementi strutturali e impiantistici.

Nell’ambiente dei professionisti, si parla ormai da tempo di BIM, anche se non ancora molto diffuso. Alcuni appalti pubblici, impongono già oggi una progettazione basata sul BIM.

Maggiori informazioni e approfondimenti, si possono trovare nella community molto attiva in google+ AutoCAD, Rhino e SketchUp designer che ha una sezione dedicata all’argomento.

Efficienza energetica - BIM

Esempio progetto BIM – Revit di Autodesk | immagine dalla rete

 

Studi Tecnici Professionali

Nei decenni gli studi tecnici italiani non si sono evoluti. Oggi i piccoli studi mono professionista continuano a dominare la scena. La collaborazione tra gli specialisti dei vari settori (progetto, strutture, impianti, sicurezza, ecc.) avviene con l’utilizzo della rete, e della condivisione dei file di progetto via email. Ma rimane una condivisione asincrona; come detto, l’impiantista arriverà dopo lo strutturista, che viene dopo il progettista.

Oltre all’utilizzo del BIM, è prevedibile che i professionisti più accorti e lungimiranti, penseranno bene di aggregarsi in studi professionali più grandi e multi disciplinari. Certo, bisogna superare il limite psico-attitudinale, che rifiuta l’idea di dover andare d’accordo con dei colleghi, alla stregua di come si può andare d’accordo con dei vicini in un condominio, con tutte delle riunioni interne che potrebbero somigliare molto a certe assemblee di condominio.

Rimane il fatto che il mondo cambia, e la direzione è quella. Chi si adatta prosegue. Chi non lo fa perisce (lavorativamente parlando).

Il destino conduce per mano chi lo segue. Trascina a forza chi vi si oppone.

Seneca

 

Prospettive e previsioni

Tratteremo dei requisiti minimi nel prossimo post. Alla data odierna, il decreto non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Si può però dire da subito che rimane la solita perplessità: chi controlla la reale efficienza energetica dei prossimi edifici costruiti o riqualificati?

Fin troppo spesso, gli edifici millantati in fase progettuale come ad elevata efficienza energetica, non lo sono poi nella realtà.

Il decreto sui requisiti minimi introduce il concetto di ‘edificio di riferimento’, per il quale, un controllo diventa ancora più complicato da fare, rispetto ai metodi utilizzabili fino a ieri.

Sino a prima del decreto in oggetto, poteva bastare una verifica dei valori delle trasmittanze, agli impianti, allo spessore e alla stratigrafia dei muri, per farsi un’idea ragionevole e attendibile, dell’efficienza energetica del fabbricato.

Con l’edificio di riferimento, un eventuale controllo (ci riferiamo al controllo da parte del soggetto pubblico) dovrà passare per l’analisi del modello di calcolo, e di tutti i relativi dati in input e output.

È, realisticamente parlando, un tipo di verifica che l’ufficio tecnico comunale potrebbe eseguire?

Secondo noi, no.

Non è difficile prevedere che qualche idiota con l’indole da ladro (ma a lui piace definirsi ‘furbo’, come se questo lo rendesse onesto), ci sarà. Il panorama che si prospetta, è di parco immobiliare simile a una giungla, piena di certificazioni energetiche da verificare privatamente, e trasmettere poi ai propri avvocati, quando uno di quei ‘furbi’ ci attraversa la strada.


 EFFICIENZA ENERGETICA


 

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