Piano Casa Veneto

Piano Casa Veneto

piano casa veneto

  CANALE VIDEO piano casa veneto
Piano Casa Regione Veneto

Il Piano Casa della Regione Veneto, approvato a fine novembre 2013, apporta ulteriori modifiche alle due precedenti Leggi del 2009 e del 2011:

  • Legge Regionale  8 luglio 2009  n. 14 – ‘Piano Casa 1′
  • Legge Regionale  9 ottobre 2009  n. 26 – Modifiche al Piano Casa 1
  • Legge Regionale  8 luglio 2011  n. 13 – ‘Piano Casa 2′
  • Legge Regionale  29 novembre 2013  n. 32 – ‘Piano Casa 3′
 DOWNLOAD LEGGI  OSSERVAZIONI  INTRODUZIONE
 NORMA in SINTESI  VIDEO della SINTESI  SLIDE della SINTESI
 DETTAGLIO ARTICOLI e COMMI della NORMA

SCARICA LEGGE 32/2013 SCARICA TESTO COORDINATO

La novità più rilevante, dal nostro punto di vista, è forse l’eliminazione della facoltà attribuita a ogni singolo Comune del Veneto (581) di modificare la Legge, ponendo limiti, divieti, complicazioni di ogni tipo, in modo totalmente discrezionale.

Per molte Giunte comunali, l’intenzione dichiarata era quella di ‘salvaguardare’ il territorio. Ma il primo risultato rimaneva sempre lo stesso: 581 Comuni con 581 versioni diverse della stessa Legge Piano Casa, con tutte le conseguenze per i proprietari, discriminati a distanza di pochi chilometri, con trattamenti e possibilità diverse; per i tecnici, progettisti, che dovevano studiare una delibera diversa, per ogni Comune; e, infine, la tipica complicazione burocratica italiana, con aggravio di tempi, costi, e difficoltà interpretative, perchè la delibera di ogni Comune doveva essere capita, interpretata. E tutto questo, avveniva nella Regione Veneto, dove tutti sembrano invocare una minor burocrazia, a parole.

I sindaci, come prevedibile, hanno protestato contro la sottrazione di un pezzo del loro potere. Sui reali motivi di questa protesta, lasciamo a ognuno la propria riflessione; essendo una questione strettamente politica, porta in sè tutta la tipica ipocrisia e nefandezza del caso. Tuttavia, la Regione ha risposto con sorprendente sincera schiettezza e buon senso: “avete visto colate di cemento in questi quattro anni di Piano Casa?”. No. Nessuna colata di cemento. Da nessuna parte. Anche volendo, non ci sono i soldi per farle. Se anche ci fossero i soldi per farle, nessuno le farebbe, perchè nessuno avrebbe i soldi per acquistarle. Quindi, nessuna speculazione. Solo alcune, rare, occasioni per alcuni fortunati, di poter demolire e ricostruire casa propria, con un eventuale ampliamento, riqualificandola sotto tutti gli aspetti.

A noi, in ogni caso, preme esaminare la nuova Legge in questa sua ultima versione, capendo in quale modo essa sia applicabile: in quali casi, con quali limiti, con quali possibilità.

Piano Casa Veneto Piano Casa Veneto

 Più sotto, sono elencati i singoli articoli della Legge Regionale 29 novembre 2013, n. 32. Prima però, riassumiamo quì i dati più importanti per chi, cittadino o progettista, volesse eseguire un intervento edilizio usando le possibilità di ampliamento concesse dal piano casa.

 
INTRODUZIONE AL PIANO CASA REGIONE VENETO

Spirito:

  • mantenere e ricostituire il patrimonio edilizio esistente
  • favorire l’edilizia sostenibile e l’uso di energie rinnovabili
  • incentivare adeguamento anti sismico
  • favorire l’eliminazione di barriere architettoniche
  • incentivare la demolizione e ricostruzione
  • incentivare la salvaguardia in zone soggette a dissesto idro geologico

Definizioni:

  • familiari (del richiedente): coniuge, parenti entro il 3° grado; affini fino al 2° grado.
  • edificio unifamiliare: costruzione funzionalmente indipendente, anche se a schiera, che disponga almeno di un accesso, e destinata a unico nucleo familiare.

Note:

  • volumi e superfici esistenti, sono calcolati in base ai metodi indicati nei regolamenti edilizi del Comune di appartenenza.
  • nel volume esistente non devono essere compresi i volumi scomputabili ai sensi delle norme e dei regolamenti.
  • il volume in ampliamento è consentito una sola volta, anche se attuabile per stralci nel tempo.

Piano Casa Veneto Piano Casa Veneto

SINTESI AL PIANO CASA REGIONE VENETO

Questa sintesi riassume volutamente i soli punti ritenuti più interessanti per la maggior parte dei cittadini, elencando quindi gli elementi che potrebbero essere più frequenti.

Ogni tipologia di intervento è corredata da alcuni dettagli, dei quali bisogna tener conto in fase di studio della fattibilità, e in fase progettuale. Per un approfondimento di tali dettagli, è presente più sotto la sezione Lettura Puntuale degli Articoli.

Applicabilità – Date – Scadenze del piano casa

 Gli interventi sono applicabili:

- agli edifici esistenti alla data del 31 ottobre 2013.
– agli edifici non esistenti, ma il cui progetto sia stato formalmente presentato entro il 31 ottobre 2013.
– agli edifici ricadenti in zona territoriale idonea (previsione urbanistica di PRG o PAT)

Gli interventi sono realizzabili:

- in aderenza all’edificio esistente
– utilizzando un corpo edilizio già esistente
– costruendo un nuovo corpo edilizio separato

Se si amplia realizzando un nuovo corpo edilizio, questo deve essere costruito:

- sullo stesso lotto di pertinenza dell’edificio esistente
oppure
– su un lotto confinante
oppure
– su un lotto posto a una distanza massima di 200 metri dal lotto dell’esistente

In tutti i casi, il lotto dove di costruisce il nuovo corpo di fabbrica, dev’essere già di proprietà del richiedente, del coniuge, o di un figlio, da prima del 31 ottobre 2013.

Gli interventi previsti dal Piano Casa sono realizzabili in deroga alle previsioni urbanistiche comunali, provinciali, regionali, piani ambientali e parchi regionali.

Le demolizioni e ricostruzioni possono avvenire anche in modo parziale, e non obbligatoriamente per l’intero edificio.
Gli interventi che ricorrono alla demolizione e ricostruzione, sono riconducibili alla regolamentazione della ristrutturazione, e NON a quella della nuova costruzione.
Se tali interventi prevedono anche un ampliamento, il volume ricostruito è sempre assoggettato alla regolamentazione della ristrutturazione, mentre solo il volume in ampliamento è riconducibile alle norme della nuova costruzione.

Gli interventi previsti dalla legge Piano Casa sono attuabili con la procedura D.I.A. (Denuncia Inizio Attività).
Solo alcune specifiche ipotesi di intervento, sono attuabili obbligatoriamente con il rilascio di un Permesso di Costruire. Per tali ipotesi, leggere il sottostante elenco puntuale degli articoli.

Agli immobili oggetto di intervento, può essere modificata la destinazione d’uso, purchè la nuova sia compatibile con la zona urbanistica nella quale è compreso l’edificio.

Per poter eseguire gli interventi Piano Casa, devono esistere le opere di urbanizzazione primaria (strade, marciapiedi, parcheggi, reti delle varie utenze, acqua, gas, fogne, ecc.). In mancanza, deve provvedervi il richiedente a proprie spese.

Gli interventi NON sono attuabili:
– nei centri storici, se non in particolari ipotesi.
– su immobili vincolati
– su immobili anche parzialmente abusivi (e non sanati, riteniamo)

Per tutti gli interventi (tranne le demolizioni e fedeli ricostruzioni) si devono rispettare le distanze da confini e fabbricati.

E’ possibile derogare ai limiti d’altezza previsti dalle norme locali, fino a un +40% rispetto all’altezza dell’edificio esistente.
Non è chiaro quale beneficio possa avere un edificio esistente, che ha già un’altezza molto inferiore alla massima prevista dalle norme locali.

Le domande/progetti per eseguire gli interventi previsti da questa Legge, devono essere presentate entro il 10 maggio 2017 (3,5 anni dall’entrata in vigore)

Percentuali ampliamento:

Gli ampliamenti previsti dal Piano Casa sono riferiti al Volume o alla Superficie, in base al tipo di edificio e ai Regolamenti Edilizi Comunali locali.

Ampliamento del 20% per tutti, ampliamento standard.

Si possono aggiungere, in modo cumulativo, gli ulteriori ampliamenti:
+10% se si usano fonti di energia rinnovabile per almeno 3 kW (usufruibile anche se l’impianto è già installato)
+15% se si porta l’edificio alla classe energetica B

Nei casi di demolizione e ricostruzione, si applicano le seguenti percentuali di ampliamento:
+70% se l’edificio ricostruito sarà energeticamente in Classe A
+80% se l’edificio ricostruito risponderà alle prescrizioni regionali che soddisfano i criteri di Edilizia Sostenibile

Ampliamenti Residenziali:

    Unifamiliari
Per le unifamiliari abitate come Prima Casa, è consentito un ampliamento minimo di 150 metri cubi.

    Condominio
Ogni unità può ampliare in modo indipendente e separato, ferme le Leggi in materia di condominio

    Case a schiera
Le porzioni centrali devono ampliare tutte, o nessuna, e il progetto architettonico esterno dev’essere identico, per mantenere l’uniformità e il decoro.
Le porzioni di testa, invece, possono agire in modo autonomo, fare o non fare, e avere progetto a se stante.

    Centro storico
Nei centri storici è possibile aumentare la superficie utile calpestabile, internamente al volume regolarmente autorizzato ed esistente; fermo il rispetto delle norme igienico sanitarie vigenti.

Ulteriore ampliamento del +5% se l’intervento comporta anche un adeguamento anti-sismico.

Nei casi di utilizzo dei bonus economici, relativi allo sconto applicato al contributo sul Costo di Costruzione, c’è l’obbligo di residenza come prima casa, sull’immobile ampliato, per almeno 42 mesi.

Zone Agricole:

Gli interventi previsti nel Piano Casa sono consentiti solo agli edifici:
– residenziali
– quelli funzionalmente connessi alla conduzione del fondo

Per gli edifici residenziali (in zona agricola) l’ampliamento si calcola sul volume massimo assentibile dalle norme vigenti.

Per gli edifici composti da 2 (due) unità residenziali, la massima volumetria assentibile dalle norme vigenti è applicabile 2 volte, una per ognuna delle due abitazioni.

Per gli edifici composti da 3 o più abitazioni, si applicherà -ritiene chi scrive- il volume massimo assentibile, per 1 o 2 volte, in funzione delle interpretazioni che saranno date.

L’ampliamento può essere eseguito recuperando strutture accessorie/produttive non più funzionali alla conduzione del fondo, anche separatamente dall’edificio principale esistente, o, anche, costruendo un nuovo corpo edilizio separato.

Ampliamenti NON Residenziali:

Ulteriore ampliamento del +10% se l’intervento comporta anche un adeguamento anti-sismico.

Altre disposizioni contenute nel Piano Casa:

Amianto
Se l’intervento comporta la rimozione e smaltimento a norma, di coperture contenenti amianto, è concesso un ulteriore +10% di aumento del volume o superficie in ampliamento.

Rischio Idrogeologico
– Gli edifici esistenti, siti in aree ad alta pericolosità idrogeologica, possono essere demoliti e ricostruiti in altra area priva di tale rischio, usufruendo di possibile ampliamento pari a un +50%.
– I soli edifici residenziali, demoliti e ricostruiti per rischio idrogeologico, possono essere ricostruiti anche in zona agricola.
– In tutti i casi, l’edificio esistente originario dovrà essere demolito entro 3 mesi dal rilascio dell’agibilità per il nuovo edificio costruito.

Barriere Architettoniche
Gli interventi che ottengono l’eliminazione di barriere architettoniche, migliorando l’accessibilità, ed effettuati da chiunque (e non solo da diretti interessati) possono godere di un ulteriore ampliamento pari a un +40%
Ascensori e sistemi di sollevamento per disabili, sono da considerare come vani tecnici, e quindi non computabili nel calcolo del volume (alcuni comuni però, conteggiano i volumi in modo tale da rendere vana questa disposizione, perchè quei volumi saranno sempre conteggiati).

Fascie di Rispetto

Gli immobili che ricadono in fascie di rispetto o dichiarate inedificabili, possono essere demoliti e ricostruiti su aree vicine, esterne alle zone di rispetto o inedificabili.

Piano Casa Veneto Piano Casa Veneto

 
LETTURA PUNTUALE DEGLI ARTICOLI – PIANO CASA

Piano Casa – Art. 2
comma 1

per gli edifici esistenti al 31 ottobre 2013, è possibile:
– ampliamento 20% volume o superficie
– abitazioni ‘prima casa’ unifamiliari hanno in ogni caso un minimo garantito
di 150 m3
a condizione che edificio e ampliamento, ricadano in zona territoriale idonea

comma 2

- L’ampliamento può essere in aderenza, utilizzando un corpo edilizio già esistente o con un corpo edilizio separato.
– L’ampliamento deve avvenire:
– nel lotto di pertinenza
– su uno confinante
– su altro lotto non confinante, entro la distanza massima di 200 metri in linea d’aria,
dal confine del lotto di pertinenza, a condizione che tale lotto sia già della
stessa proprietà, alla data del 31 ottobre 2013, proprietà del richiedente, o di un
figlio, o del coniuge.

comma 3 – sottotetti

I sottotetti esistenti al 31 ottobre 2013, non oggetto di contenzioso alcuno, e aventi le caratteristiche previste dalla Legge Regionale 12/1999 (recupero sottotetti a fini abitativi), sono da computare nell’ampliamento (se si intende recuperarli).
A una prima lettura, quindi, sembra che Piano Casa e Recupero Sottotetti, anche se previsti da due diverse Leggi, non siano cumulabili. Ciò parrebbe una differenza di trattamento, tra chi in passato ha già recuperato i sottotetti, potendo oggi usare il 100% dell’ampliamento disponibile, e chi volesse fare entrambe le cose, oggi.
A meno che, non arrivi un chiarimento ufficiale, e precisi se in ogni caso, chi abbia già usufruito del recupero dei sottotetti, debba decurtarne volume o superficie, dall’ampliamento. O, infine, se c’è una lettura diversa della norma.

comma 4 – edifici con più proprietà

Condominio
Gli edifici con più unità immobiliari (quindi, non solo residenziali), possono essere ampliati in ogni singola unità, fermo il limite massimo complessivo.
La precisazione ‘fermo il limite complessivo’ lascia intendere che una singola unità potrebbe usare il potenziale ampliamento di tutte le altre unità, che quindi vi rinuncerebbero. Inutile dire che tale ipotesi presuppone l’accordo scritto con i proprietari di tutte le unità che cedono tale possibilità.
L’ampliamento, in questo caso, deve rispettare le norme che disciplinano il condominio.

Case a schiera
Le porzioni centrali delle abitazioni a schiera, devono avere lo stesso progetto, con la medesima soluzione estetica, e, importante: lo devono fare tutte. L’ampliamento non può essere concesso ad alcune unità centrali, mentre altre non lo fanno.
Riteniamo che tale prescrizione valga nel caso di porzioni di schiera effettivamente identiche l’una all’altra, e non, nei casi (per altro rari, in effetti) nei quali le varie porzioni hanno un’estetica architettonica diversa.
Le porzioni di testa, non sono assoggettate a questo vincolo, e possono avere una soluzione architettonica diversa e indipendente dalle altre.
Riteniamo quindi, che tale facoltà comporti la libertà di effettuare l’ampliamento anche se le altre unità immobiliari non lo eseguono.

comma 5 – ulteriore 10% per energia rinnovabile

Se nell’edificio è già presente, o si intende installare contestualmente all’intervento, un impianto che produca energia da fonte rinnovabile (sole, acqua, vento, o qualsiasi altra rinnovabile), con una potenza minima di 3 kW, si aggiunge un ulteriore 10% di ampliamento, portandolo a un 30%.

comma 5 bis – ulteriore 15% per edifici residenziali riqualificati energeticamente

Se l’intervento prevede un miglioramento della prestazione energetica dell’edificio (un minor consumo, a parità di benessere), portando lo stesso alla classe B, è applicabile un ulteriore ampliamento del 15%.
Non è chiaro, in questo caso, se un edificio che è già, in classe B, possa godere di tale ulteriore percentuale di ampliamento.

comma 5 ter – ulteriore 5% o 10% per adeguamenti antisismici

Se l’intervento prevede un adeguamento strutturale, alle norme anti sismiche, è possibile applicare un ulteriore ampliamento nelle seguenti percentuali:
– 5% per edifici residenziali
– 10% per edifici a uso diverso

A condizione che per l’edificio, l’obbligo di adeguamento anti sismico non sia già obbligatorio in forza di altre norme. L’adeguamento anti sismico, deve quindi essere ‘volontario’.

Piano Casa – Art. 3 – Rinnovo edilizio con demolizione e ricostruzione

Gli edifici esistenti al 31 ottobre 2013, e legittimati con un titolo abilitativo, possono essere demoliti e ricostruiti allo scopo di realizzare nuovi edifici con adeguati standard qualitativi, energetici, tecnologici, di sicurezza, ed estetica architettonica.
Tale intervento può essere eseguito in deroga agli strumenti urbanistici comunali, provinciali e regionali, compresa la deroga ai piani ambientali e ai parchi regionali.
Il fabbricato deve trovarsi in zona territoriale idonea.
L’intervento di demolizione e ricostruzione può essere anche parziale. Non è obbligatorio eseguirlo sull’intero edificio.
Con questa tipologia di intervento è possibile ampliare:
– fino al 70% se l’edificio ricostruito sarà energeticamente in classe A.
– fino all’80% se l’edificio ricostruito risponde ai criteri di sostenibilità descritti in apposite norme e linee guida, predisposte dalla Regione; in particolare, fare riferimento alla Legge Regionale 4/2007, articolo 2.

Se questi interventi di demolizione e ricostruzione, comportano una sostanziale modifica della sagoma e dell’area di sedime, devono essere autorizzati mediante rilascio di Permesso di Costruire.

Questo intervento di demolizione e ricostruzione può essere eseguito anche se gli edifici sono già demoliti, o sono in fase di demolizione sulla base di un titolo abilitativo (un permesso per la demolizione).

Piano Casa – Art. 3 bis – Zone agricole
comma 1

Gli ampliamenti del 20%, +10% +15% +5%, nelle zone agricole, sono consentiti solo per gli edifici residenziali e per gli edifici necessari alla conduzione del fondo.

comma 2

Se l’edificio è un’abitazione, ed è la prima casa del richiedente, la percentuale di ampliamento si può calcolare sul massimo volume consentito.
Ad esempio: se l’immobile esistente misura 400 metri cubi, e il volume realizzabile per le norme vigenti, è di 800 metri cubi, la percentuale di ampliamento si calcola sugli 800 m3 e non sui 400 esistenti.
Se l’edificio residenziale è fatto da 2 (due) unità abitative, anche sovrapposte (come un’abitazione al piano terra, e una al piano primo) la volumetria massima assentibile, è riferita a ognuna di esse.
Ad esempio: se il fabbricato misura complessivamente 800 metri cubi, ed è composto da 2 unità, una da 300 m3 e l’altra da 500 m3, e, le norme consentono un volume massimo di 800 m3 per un’abitazione, allora, ad entrambe si applica una percentuale di ampliamento calcolata sugli 800 m3.
Essendo specificato “limitatamente agli edifici composti da due unità immobiliari”, significa che per gli edifici di 3 o più unità immobiliari, non si può usare lo stesso meccanismo.

comma 3

L’ampliamento calcolato in percentuale sul massimo volume assentibile (comma 2), e l’ampliamento di cui alla Legge Regionale Veneto 11/2004, art. 44, comma 5, possono essere realizzati recuperando volumi agricolo-produttivi non più funzionali alla conduzione del fondo, anche se separati dall’edificio principale o con la costruzione di un corpo edilizio separato, come previsto dal precedente Art. 2, comma 2 (su lotto confinante, entro 200 metri, ecc.)

Piano Casa – Art. 3 ter – Rimozione amianto

Se l’intervento prevede anche la rimozione e lo smaltimento a norma, di coperture contenenti amianto, e se tale bonifica non sia obbligatoria per una previsione normativa, è concesso un ampliamento del 10%.

Non è chiaro, dalla lettura, se tale percentuale si aggiunga alle precedenti, o se sia un caso a se stante.

Piano Casa – Art. 3 quater – Dissesto idrogeologico
comma 1

Gli edifici insistenti su aree dichiarate ad alta pericolosità idraulica e/o idrogeologica, possono essere demoliti e ricostruiti su altra area in altra zona, purchè idonea urbanisticamente, e, ovviamente, non dichiarata pericolosa per gli stessi motivi della precedente. Alla ricostruzione è possibile applicare un ampliamento del 50% del volume o della superficie.

comma 2

Le ricostruzioni di cui al precedente comma 1, sono possibili anche in zona agricola, a condizione che:
– nell’intorno del nuovo sito sia già presente un nucleo edificato
– la nuova area non sia soggetta a tutela da parte di strumenti urbanistici o territoriali

comma 3

La demolizione del fabbricato originario, deve avvenire entro 3 mesi dal rilascio (anche per silenzio assenso) del certificato di agibilità del nuovo edificio costruito.

comma 4

Agli edifici ricostruiti non sono applicabili gli altri ampliamenti previsti dalla presente Legge (è possibile solo il +50% previsto da questo articolo 3 quater).

Piano Casa – Art. 4 – Insediamenti turistici

Sono previsti possibili ampliamenti delle attrezzature all’aperto, fino al 20%, con proroghe delle concessioni demaniali (dove presenti).
La disposizione rimanda a dettagli indicati nella Legge Regionale 33/2002, e alle norme nazionali in materia di concessioni demaniali.

Piano Casa – Art. 5 – Impianti solari

Non costituiscono ‘volume esistente’ ai sensi del calcolo dell’ampliamento:
– serre bioclimatiche
– pareti ad accumulo (muri di Trombe)
– sistemi di captazione della radiazione solare, addossati o integrati all’edificio
– pensiline e tettoie finalizzate al’installazione di impianti solari fino a 6 kWp
Le suddette strutture, per impianti fino a 6 kW sono realizzabili anche in zona agricola, e soggetti alla procedura della D.I.A. (Denuncia Inizio Attività), in deroga a diverse disposizioni e strumenti comunali.
Tali interventi sono esclusi dalla procedura con D.I.A. nel caso di edifici vincolati in base al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
La Regione stabilisce le caratteristiche tipologiche e dimensionali per tali strutture e impianti.

Piano Casa Art. 6 – Titolo abilitativo (il ‘permesso’ per eseguire i lavori)

Gli interventi di ampliamento, previsti dagli articoli 2 (20% +10% +15% +5%), 3 (demolizione e ricostruzione), e 4 (insediamenti turistici) si possono effettuare utilizzando la procedura D.I.A. (Denuncia Inizio Attività).
La pratica D.I.A. presentata, deve contenere:
– attestazione titolo legittimazione (legittimazione dell’edificio esistente, e della proprietà)
– asseverazione di un professionista, attestante la conformità del progetto agli strumenti urbanistici e
alle disposizioni della presente Legge
– disegni di progetto
– parere dell’autorità competente in caso di presenza di vincoli
– documenti previsti dalla seconda parte del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia)
– autocertificazione conformità igienico sanitaria
Devono essere rispettate le vigenti norme in materia di Sicurezza sul Lavoro, con l’ordinaria nomina dei Coordinatori per la Sicurezza, invio di Notifica Preliminare, e tutti gli altri tipici adempimenti da svolgere al’avvio di un cantiere.

Piano Casa – Art. 7 – Incentivi economici
comma 1

Per gli edifici e le unità immobiliari, residenziali, e destinati a prima casa del proprietario o dell’avente titolo, il contributo (tassa, imposta, balzello) sul Costo di Costruzione, è ridotto del 60%.
Nelle stesse ipotesi di intervento, ma destinate alla prima casa di famiglie con 3 o più figli, il cotributo afferente al Permesso di Costruire, non è dovuto.
In questo caso, non è chiaro se l’esenzione riguardi la sola voce relativa il Costo di Costruzione, o anche per gli oneri di Urbanizzazione Primaria e Secondaria.

comma 1 bis

Per gli interventi di cui agli articoli 2 (20% + 10% +15% +5%), 3 (demolizione e ricostruzione), 3 ter (rimozione amianto), e 3 quater (dissesto idrogeologico),
che utilizzano fonti di energia rinnovabile con potenza minima di 3kW, il contributo sul Costo di Costruzione:
– per la prima casa del proprietario o avente titolo, non è dovuto;
– per gli altri casi, può essere ridotto dal Comune (credici) nella misura del 50%.

comma 2

I Comuni possono prevedere ulteriori bonus economici (credici) se si utilizzano tecniche di bio-edilizia o che utilizzino fonti di energia rinnovabile.

comma 2 bis

Se si usufruisce delle detrazioni indicate nel presente articolo, si deve tenere la residenza nell’immobile per almeno 3,5 anni.
Diversamente, il Comune può chiedere il conguaglio con una maggiorazione sanzionatoria, pari al 50%, aumentata al 200% in caso di elusioni in Comuni a vocazione turistica.

Piano Casa – Art. 8 – Comuni

I Comuni tengono dei registri dove annotare tutti gli interventi realizzati con questa Legge, e i dati salienti di ognuno.

Piano Casa – Art. 9 –  Àmbiti applicativi e cambio destinazione d’uso

Gli interventi di cui agli articoli 2 (20% + 10% +15% +5%), 3 (demolizione e ricostruzione), 3 ter (rimozione amianto), 3 quater (dissesto idrogeologico), e 4 (insediamenti turistici)
non si possono applicare per edifici:
– nei centri storici; a meno che l’edificio sia privo di grado di protezione, o che lo stesso, anche se presente, preveda: demolizione e ricostruzione, ristrutturazione, sostituzione edilizia, ricomposizione volumetrica o urbanistica. Fermi in ogni caso i limiti massimi di cui al D.M. 1444/1968.
– vincolati ai sensi della seconda parte del D.Lgs. 42/2004 (Beni Culturali e Paesaggistici)
– oggetto di specifiche norme di tutela che vietano espressamente gli interventi di questa Legge
– ricadenti in aree di inedificabilità assoluta (Legge 47/1985, art. 33)
– anche parzialmente abusivi (e non sanati)
– a destinazione commerciale, con limiti di superficie regolati da specifiche norme del commercio
– in aree ad alta pericolosità idraulica, salvo l’intervento previsto all’art. 3 quater

Per gli interventi previsti agli articoli 2 (20% + 10% +15% +5%), 3 (demolizione e ricostruzione), e 4 (insediamenti turistici), può essere modificata la destinazione d’uso degli edifici, purchè:
– sia consentita dalle norme urbanistiche
– per gli edifici dismessi o in via di dismissione, in aree non agricole, l’intervento sia finalizzato alla
rigenerazione o riqualificazione dell’edificio, e il progetto è soggetto a Permesso di Costruire
(e non la D.I.A.)

La fattibilità degli interventi previsti agli articoli 2 (20% + 10% +15% +5%), 3 (demolizione e ricostruzione), 3 ter (rimozione amianto), 3 quater (dissesto idrogeologico), e 4 (insediamenti turistici)
è subordinata all’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria (strade, marciapiedi, parcheggi, reti acqua, fogne, gas, energia elettrica, ecc.).
In mancanza, il richiedente, se ritiene, deve provvedere al loro adeguamento, a spese proprie.
Da tale condizione (esistenza urbanizzazione primaria) sono esclusi gli interventi sulla prima casa d’abitazione.

La domanda di ampliamento previsto all’articolo 2 (20% + 10% +15% +5%), può essere presentata anche per gli edifici il cui progetto sia stato presentato entro il 31 ottobre 2013.

La domanda per gli interventi di cui agli articoli 2 (20% + 10% +15% +5%), 3 (demolizione e ricostruzione), 3 ter (rimozione amianto), 3 quater (dissesto idrogeologico), e 4 (insediamenti turistici)
deve essere presentata entro il 10 maggio 2017 (3,5 anni dall’approvazione di questa Legge).

Gli interventi devono rispettare le norme statali sulle distanze da confini e da fabbricati.

Per gli interventi eseguiti in zone urbanistiche classificate come B (completamento di aggregati urbani) e C (espansione dei centri abitati, nuove lottizzazioni), è consentita una deroga all’altezza massima prevista dai regolamenti comunali, fino a un massimo di +40% dell’altezza dell’edificio esistente.
Se però l’edificio esistente è già di molto inferiore all’altezza massima consentita, non c’è alcun beneficio?

Nei centri storici, se l’immobile non è vincolato, è possibile aumentare la superficie utile all’interno del volume autorizzato; fermo il rispetto delle norme igienico sanitarie.

Piano Casa – Art. 10 – Ristrutturazione edilizia

A) Gli interventi di ristrutturazione edilizia definiti dall’art. 3, comma 1, lettera d) del DPR 380/2001
(gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica)
possono essere realizzati con l’integrale demolizione, e ricostruzione con un volume uguale o inferiore.

Questa disposizione interessa gli interventi di ristrutturazione, indipendentemente dagli ampliamenti ‘Piano Casa’, e, cosa importante, consente la ricostruzione anche con sagoma diversa, dovendo rispettare il solo limite del volume preesistente.

B) Gli interventi di ristrutturazione con ampliamento di cui all’art. 10, comma 1, lettera c) del DPR 380/2001
(gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso)
se realizzati con integrale demolizione e ricostruzione, per il volume demolito e ricostruito sono da inquadrare alla stregua della ristrutturazione edilizia di cui al punto A) e quindi non soggetti ai limiti e prescrizioni delle nuove costruzioni.
Mentre, il solo volume di ampliamento è soggetto alla piena disciplina delle nuove costruzioni.

C) La ricostruzione post demolizione, nell’ambito della ristrutturazione edilizia, può avvenire anche su un’area di sedime parzialmente diversa, tale da non rappresentare una modifica sostanziale nella localizzazione all’interno del lotto.
Questa è una disposizione che comporta un ampio margine di discrezionalità da parte della Pubblica Amministrazione locale.
Se l’intervento ricade nelle fasce di rispetto (strade, ferrovie, cimiteri, ecc.) o vincolate come inedificabili, la ricostruzione può essere realizzata in area adiacente esterna alle fascie di rispetto o inedificabili.

Piano Casa – Art. 11 – Bonus economici per disabili e invalidi

Gli interventi previsti da questa Legge, eseguiti su abitazioni dove risiedono persone invalide, sono totalmente esenti dal contributo sul Costo di Costruzione.

Piano Casa – Art. 12 – Barriere architettoniche

Gli interventi di cui all’art. 2 comma 1 (ampliamento 20% con minimo di 150 m3) e all’art. 3 (demolizione e ricostruzione)
se realizzati, da chiunque, con la finalità di eliminare le barriere architettoniche (Legge Regionale 16/2007), possono usufruire di un’ulteriore 40% di ampliamento.

Gli ascensori esterni, e i sistemi di sollevamento atti a migliorare l’accessibilità, sono considerati ‘volumi tecnici’ e scomputati dal calcolo del volume o della superficie, urbanistici. Rimangono soggetti alle norme civilistiche di distanza tra confini e fabbricati.

Piano Casa – Art. 13 (della L.R. 32/2013) – Efficienza energetica

Per gli edifici di nuova costruzione, indipendentemente dagli ampliamenti ‘Piano Casa’, se questi avranno una classe energetica A, il costo di costruzione (e quindi il relativo contributo concessorio) è ridotto:
– del 50% per nuovi edifici residenziali
– del 25% per nuovi edifici con altra destinazione
Tale esenzione, vale sino al 10 maggio 2017, poi salvo proroghe, cesserà d’essere.

piano casa veneto piano casa veneto
Piano Casa Veneto 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Iscriviti alla nostra Newsletter

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi

Condividi questa pagina con i tuoi amici